il mio viaggio nel rutilante mondo delle MMA dopolavoristiche.

MMA / Vale tudo

Come qualche utente già sa l’anno scorso ho deciso di affiancare alla mia pratica del Keysi anche un corso di MMA, tenuto sempre dagli stessi insegnanti.
Il mondo del combattimento, per quanto regolamentato e ritualizzato mi ha sempre affascinato e un po’per curiosità, un po’ perché conosco gli insegnati da un po’ ed il loro metodo mi piace, un po’ per il divertimento che ho dalle Mazzate Tribali mi sono detto “perché no?”.
Inoltre devo dire anche a lezione ogni tanto certe dinamiche viste nel corso di MMA mi vengono fuori, per questo credo che in tal caso l’MMA possa essere una divertente ed utile integrazione, principalmente nella parte a terra pur avendo l’obbiettivo di rialzarsi il prima possibile.
Quest’anno purtroppo, per problemi logistici e organizzativi in sostanza non mi posso permettere più di due serate alla settimana fuori casa per mantenere i miei spazi senza penalizzare troppo la famiglia, il corso viene fatto una domenica si e due no.
Il lato positivo è che facendo un lavoro di 2 ore e mezza.
Mi manca di sicuro la continuità che richiederebbe uno SDC orientato all’agonismo naturalmente, ma 2 ore e ½ di lavoro ogni incontro permette di lavorare comunque uno spettro abbastanza ampio di tematiche ed è come se fosse un “piccolo stage”.
Poiché sono un “amatore” e nulla di più questo è il meglio che riesco a fare e mi va bene così.
A differenza dell’anno scorso, spronato anche dai post di altri utenti voglio provare anche io a “tenere un diario” conscio che in prima battuta la cosa potrà servire a me per mettere in forma organizzata  i pensieri e le considerazioni che questa pratica mi favorirà.
Il tutto, naturalmente, sperando che anche altri utenti possano trovare spunti interessanti e si possano creare dei proficui scambi di opinione.
La prima lezione del nuovo anno si è tenuta domenica scorsa, 29 settembre e si è tenuta nel “bunker” di alcuni amici, sostanzialmente un box doppio con attrezzi e, sacchi e tatami.
Luogo spartano (no bagno, no spogliatoio, no doccia) ma tanto, tanto cuore e spirito.
Arrivo in leggero anticipo e trovo l’insegnate che si dedica al sollevamento, e qui parte la prima considerazione.
Va bene che molti dicono che i pesi legano, va bene che certi usi non funzionali possono essere controproducenti al tipo di performance che si cerca, ma a quanto ho capito il lavoro è sostanzialmente sulla quantità di fibre reclutate sullo sforzo.
Se sono abituato a reclutare il 30% delle fibre muscolari (valore numerico ad esempio) nel massimo della mia esplosività, fare un allenamento con i sovraccarichi che aumenti questa % non può che essere un miglioramento della mia esplosività con ovvi vantaggi sulla mia prestazione.
Mi viene da dire che è quasi un allenamento più sul sistema nervoso che su quello propriamente muscolare, ma forse qui sto già partendo per la tangente…

Riscaldamento: corsa leggera per 5 minuti nei corridoi dei garage,  mezza “vasca” di corsa leggera” la seconda “mezza vasca” a velocità crescente fino al massimo possibile per 4 volte, skip, corsa sul lato, corsa all’indietro, corsa con talloni sui glutei, un po’ di coordinazione correndo mentre ogni passo si tocca la mano con la punta del piede incrociato (mano destra-piede sinistro e viceversa).
Qualche esercizio di riscaldamento preso dalla Greco-Romana: uno di fronte all’altro un amano sul costato dell’altro e l’altra a tenere il braccio, testa su sua spalla e spingere mentre lui fa resistenza.
Sia facendo il passo, sia con lo “step’n’slide”, attenzione a non lasciare spazio al compagno ma spingere rimanendo sempre attaccati
Altra considerazione: al dilà della spinta e del corretto uso del baricentro il lavoro con collo e testa è importantissimo, la testa diventa veramente come una specie di “terzo braccio”.
Saliamo sul tatami dopo che ci è stato risparmiato il giro di “burpees”[nb]mi è venuta in mente una citazione di R. Pozzetto in Noi uomini duri:” – giù, fammi 50 flessioni. – posso scambiarle con 50 frustate? Preferirei…”[/nb]  ci facciamo un giro di affondi (passo lungo, ginocchio di gamba posteriore per terra) alternando destro e sinistro.
Altro giro di affondi in cui si aggiunge il rolling della gamba avanzata,  poi la gamba dietro va in avanti come un passo dalla posizione in ginocchio.
Studio dell’equilibrio e della guardia durante questo movimento come propedeutico al DL o al girare attorno e risalire alla schiena.
Altra considerazione: specialmente il secondo movimento mi torna molto utile in ottica di “integrazione” relativamente al Keysi, in alcuni esercizi del Keysi infatti questo tipo di movimento per risalire girando alla schiena del compagno viene fuori in maniera spontanea.

Successivamente  “gambero”  (sdraiato sulla schiena, gambe piegate e piedi appoggiati per terra talloni vicino alle natiche: su il bacino e spingere con le gambe, sedere che va in dietro a destra o sinistra), poi gambero in coppia, concettualmente è una uscita prima che mi venga chiusa la 100Kg.
Questo parte però dall’appoggio delle mani su braccio e tempia del compagno, non spingo via lui, ma me ne vado io.
Interessante lo studio del passare tra le sue braccia.

Appoggio sulla testa e “rollare” avanti e in dietro.
Prima appoggiando testa, mani e ginocchia; poi appoggiando testa, mani e piedi, in fine testa e piedi.
L’idea è arrivare a farlo partendo dalla verticale passando dal ponte.  😮
Se…. se pensi che io arrivi a fare una roba del genere…. :dis:
Considerazione: oltre l’abbastanza intuitivo irrobustimento del collo è interessante lavora ein un situazione/posizione per me abbastanza inusuale e sviluppare la sensibilità (e le doti propriocettive direi) per tutti quei giochini di testa e collo della mia seconda considerazione.

Dopo aver abortito l’esercizio di appendersi al compagno e girargli attorno come una scimmia su un albero per l’eccessiva sudorazione dell’albero (nella fattispecie… me  :dis:) siamo passati all’ultimo esercizio: la capriola a partire dal salto (quindi non proprio una vera caduta).
Su questo me la sono cavata meglio di quanto immaginassi, anche se devo ammortizzare meglio con le braccia.

Si passa allo studio tecnico, questa lezione alla fine risulterà molto sbilanciata sulla parte a terra, i colpi li riprenderemo in futuro.
Probabilmente l’insegnante ha voluto risvegliare un po’ la parte che meno si vede a lezione di Keysi e vedere quanto ci eravamo arrugginiti su questo prima della pausa estiva.
 Da posizione in ginocchio si fa un po’ di spingi e tira e quando si sente il buco si cerca la full guard.
Con il mio compagno di allenamento mi viene abbastanza facile spingere, fare in modo che resista sbilanciandomi e sfruttare la cosa per mettermi in guardia.
Lo frego così tre volte, poi glie lo faccio notare e mi diventa tutto più difficile, ottimo!
In partenza quando l'insegnate fa alcune considerazioni sulla guardia lottatoria mi torna in mente una delle cose che mi ha spiegato il buon Wa: doppia presa la braccio, tiro per sbilanciare il compagno e prendere la schiena.  :-*
Ci provo anche da ginocchio, l’insegnante vede ed io vedo che se la ghigna.  XD

Riprendiamo la posizione che mi sembra si chiami “kesagatame” (praticamente le gambe sono tutte e due da una parte, io sono di lato con le costole che schiacciano il petto del compagno, un braccio a bloccare il suo, l’altra mano dietro la sua nuca e possibilmente a bloccare anche il suo braccio,  se ho scritto una castroneria vi prego di correggermi).
Posizione con studio statico, movimento e in fine con tentativi no collaborativi del compagno (più come lotta e strattoni che come colpi).
Spunto importante: detto e ripetuto diverse volte che adesso stavamo studiando la posizione quindi era una situazione statica, ma deve diventare un movimento continuo con un cambio fluido delle posizioni a seconda di come agisce e reagisce il compagno.
Credo che questo tipo di approccio debba essere replicato paro paro allo studio delle posizioni in piedi
.

Da Kesagatame a 100Kg, attenzione particolare allo shift delle gambe (possibilmente facendolo diventare un colpo di ginocchio prima alla testa e poi alle costole) e soprattutto al peso sul compagno.
La seconda mano può andare tranquillamente a incrociare, sopra la pancia del compagno o sotto il sedere.
L’importante è il peso, quando me lo fa l’insegnate sento come se il suo peso mi facesse da perno sul petto, un mix tra un chiodo che mi schiaccia ed un rullo da schiacciasassi che mi gira sulla cassa toracica.
Al dilà del movimento delle gambe e delle braccia credo che il succo sia sostanzialmente tutto qui.
Effettivamente l'aver giocato a rotolare sulle palle mediche e sulle fitness ball come riscaldamento a Kenpo mi aiuta adesso a tenere sempre schiacciato il mio compagno.
Io, da bastardo, quando sento che si alza per muoversi infilo il braccio, provo a fare il gambero o a ribaltarlo, il minimo perché si accorga che mi ha lasciato il buco, non per fare in un esercizio collaborativo a chi ce l’ha più lungo.
E gli chiedo di fare lo stesso con me.
Altro punto d’interesse: il ginocchio vicino alla testa, è li che non devo lasciare spazio per chiuderlo.

Passare da Kesagatame a “nord-sud”.
Il ginocchio che nel 100Kg va verso la testa questa volta gira di più.
La testa va bene sulla pancia del compagno per evitare che abbia spazio e possibilità di “ginocchiarmela” e il peso che schiaccia durante il movimento è sempre importantissimo.
Umiliante trovarsi tutto storto a battere con la faccia a contatto della conchiglia del compagno  :dis:….ma mi consolo pensando che quando riprenderemo il triangolo sarà ancora peggio da questo punto di vista… :-X

Altro studio: Kesagatame–>100Kg–>”ura-kesagatame”–>appoggio del tallone sull’incavo testa del femore-bacino del compagno e discesa del ginocchio per trovarsi in “montada”.
Divertente soprattutto quando n ottica di colpi la discesa del ginocchio può diventare la ginocchiata che nel Keysi è chiamata “rodilla”.
È presentato come possibilità, ma non lo facciamo.

In fine un po’ di giro libero di lotta, studiando i passaggi senza cercare finalizzazioni.
L’obbiettivo deve essere un continuo movimento assecondando e seguendo il compagno e lavorando in scioltezza.
Nota di colore: la colonna sonora deo Bon Jovi, va bene finchè le canzoni sono un po’ ritmate, ma quando partono le “ballads” la situazione diventa veramente gay…  :blue:.
Considerazione finale: alla faccia di chi considera le discipline lottatorie come basate solo sulla forza, mi rendo conto ogni volta di quanto, oltre la forza naturalmente, chi lotta sviluppi una sensibilità ed una esplosività altissima.
Secondo me maggiore di chi pratica striking, ecco perché sempre secondo me, chi ha un buon background lottatorio è più facilitato nell’imparare lo striking che vivecersa.
L’istruttore ci racconta che il lavoro di sollevamento tra i suoi conoscenti, da molti miglioramenti sui suoi conoscenti striker o MMAisti di provenienza striking.
I suoi conoscenti Grecoromanisti o Liberisti ne traggono invece miglioramenti molto più limitati.
Mi viene da pensare che gli striker hanno più margini di miglioramento su quasti aspetti rispetto i lottatori perché i lottatori già allenano queste qualità “normalmente” nella loro disciplina.
Spero che questo papiro possa risultare interessante.

Inizialmente avevo pensato di aprire il post in “interstile” per fare un piacere a Wa… 😛

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