Il Maestro Balzarro, Moai e L’MMA

Karate e Kenpo

MOAI RISPONDE:

buonasera maestro,
le rispondo da piccolo praticante di karate passato, negli anni, al Vale Tudo MMA, alla submission e ora ad una forma di mixed martial art riconducibile al budo giapponese: il kudo daido juku.

non ho motivo di dubitare del suo racconto e degli annedoti che ne fanno parte, I quali ho avuto modo di sentire e risentire (anche a sproposito) nei miei anni di militanza nel karate.

posso capire quello che cerca di dire e (forse, mi corregga se sbaglio) difendere: un modo di interpretare le arti marziali che non ha più nessun riscontro nel karate moderno e del quale si può "gustare" il sapore in ciò che oggi chiamiamo MMA.

le dico con tutta franchezza: il discorso regge finchè applicato ad una certa attitudine, alla durezza degli allenamenti, all'ottica dello scontro ecc.

ma qui, a mio avviso, la comparazione si ferma.

le MMA sono una evoluzione delle AMT non un ritorno al passato…e posso dire, con franchezza, PER FORTUNA.

vede, il fatto di subire KO o infortuni gravi al chiuso del dojo non da, a mio avviso, nessun valore alla disciplina se non una certa attitudine mentale…
oggi nessun Fighter si allena così perchè è semplicemente senza senso!

se guardiamo gli allenamenti dei campioni nessuno pratica sparrin per "ammazzarsi" ma appunto per allenarsi…l'infortunio è sempre controproducente perchè costringe a lunghi stop che tengono gli atleti fermi e ne abbassano le potenzialità…

bisogna imparare a fare! il problema non è finire a combattere a terra ma sapere A TERRA cosa fare e come farlo! la discriminante è lì…

quindi finchè parliamo di mentalità posso seguirla…ma non vado oltre poichè le MMA odierne sono anni luce dal karate, non solo quello attuale ma anche quello pioneristico the lei vissuto.

mi creda, dietro alla facciata di luci e cottillon, molto americana (sangue e arena) vi sono combattenti preparatissimi, tecnicamente e fisicamente.

lo sa, ad esempio, che la gabbia non è un oggetto coreografico (o almeno non è solo quello) ma è fondamentale per quel tipo di combattimento che prevede la lotta a terra…(discorso lungo e fuori sede).

io credo quindi che non si debba avere nostalgia di un passato, a cui sicuramente tutto un movimento deve molto, ma che aveva metodologie a approcci scorretti ed irrazionali, che creava danni evitabili.

le giuste metodologie non solo evitano danni insensati ma creano combattenti migliori, più tecnici, più forti e mentalmente equivalenti.

grazie e buona serata.

Andrea

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