COME NON SEMBRARE FESSI parlando di arti marziali ad altri marzialisti

Interstile

COME NON SEMBRARE FESSI parlando di arti marziali ad altri marzialisti o almeno provare a limitare i danni.

Le discussioni di arti marziali sono forse piu' antiche delle arti marziali stesse, come dice il mio maestro allievo diretto di Bodhidharma.
Oggigiorno le tecnologie,le possibilità e la varietà di scuole hanno modificato solo parzialmente il funzionamento di questa antichissima tradizione.

Vi sono un sacco di cose che chiunque pratichi arti marziali ha sentito dire 100'000 volte e che 99'990 erano stronzate, cose che e' bene evitare di dire se si vuole che l'interlocutore abbia di noi un alta opinione e non inizi a inserirci nella categoria umana sbagliata.
Per capirci:

"L'arte marziale e' originale/originaria/pura."

-Non puoi dimostrarlo nella maggior parte dei casi. Se non puoi dimostrarlo,anche se fosse vero, esponi il fianco a critiche facili e sterili.

-Anche se fosse e' completamente irrilevante. Magari tu pensi di no,ma e' proprio irrilevante. Cioe' tipo come dirmi che le tue mutande sono le mutande originali discendenti dal barone Von Mutande. (e' cosi' che suona la storia,mi dispiace)

-Se scegli di imbarcarti in tale percorso e' bene affrontarlo in ottica e modalità da storico con il rigore proprio di tale disciplina, in tal caso torna ad essere un tema interessante,ma gli storici con tali competenze sono pochi e improvvisarsi produce perlopiu' risultati grotteschi.

-Se consideri tali storie folklore e' bene sottolineare la cosa e scindere in questo modo il racconto da qualsiasi valenza attuale della disciplina.


"X e' forte in combattimento"

-Ti verranno chiesti video o report di classifiche e gare. Sicuramente,quindi aspettatelo e chiediti se vale la pena fare tale affermazione.

-In assenza di prove diverse da racconti e' molto probabile che nessuno ti prenda sul serio; non prenderla sul personale ma TUTTI dicono questa cosa.

-La tua valutazione soggettiva verra' considerata molto poco, poiche' le persone comuni hanno molta difficolta' a distinguere i livelli e chiunque migliore di loro diventa automaticamente fortissimo,mentre c'e' una gran differenza tra tyson e giggi er bullo, anche se pesano uguale e ti menano entrambi.

"X e' forte,ma non combatte"

-La squadra del mio oratorio spaccherebbe il culo al milan,ma non giochiamo a calcio,facciamo solo palleggi.
Sorprendentemente si giudicano le capacità di un combattente da come combatte, se non lo fa e' irrilevante parlare.

-Vi sono molti tipi di combattimento possibili e percio' tanti modi di essere "forti" in relazione ad essi: Il campione del mondo di tkd e' indubbiamente fortissimo nella sua disciplina ma senza speranze in una gara di judo. Va tutto bene se non gareggiasse nel judo ma va da se che non potra' quindi fregiarsi del titolo di "forte relativamente al judo"

–Per la ragione qui sopra esposta c'e' generale scetticismo verso chi sostenga di "essere forte in tutto" "a priori" o "nella strada", affermarlo senza alcuna prova diventa una asserzione straordinaria che richiede prove di conseguenza.

-Non esistono test in grado di sopperire al banco di prova del combattimento libero.
Prova a immaginare di essere il proprietario di una squadra e dover scegliere che giocatori comprare in una situazione in cui nessuno di loro ha mai giocato una partita. Hai i loro parametri fisici, i kg che sollevano e i km che corrono. Sai anche quanto sono bravi a bilanciare la palla sulla testa o sul piede. Quanto sapresti di loro come giocatori di calcio?

"Maestri nascosti nei monti/tecniche segrete/ gente umile che non vuole farsi vedere"

-Se e' vero, rispetta questa cosa e non parlarne. Se una tecnica e' segreta non parlarne. Se un vecchio sparisce nei monti sicuro non vuole che un ragazzino lo dica su internet. Se qualcuno si chiama fuori dalla vita mediatica per curare il suo orto epicureo fatti i cazzi tuoi. (significa anche non sfidare gente conto terzi…)

-Se fosse vero, come accade che tu li conosci?
-Se non li conosci ma hai sentito dire,come fai a fidarti? C'e' stato un passato meno oscuro e documentabile?

-Per capire come gli altri reagiranno a certe affermazioni un ottimo metodo e' provare semplicemente a immedesimarsi nell'interlocutore e dimenticare per un attimo tutte le granitiche certezze che motivano noi…

"Generica spiegazione inventata"

-Se non sai rispondere a una domanda NON TIRARE A CAZZO, miliardi di volte meglio dire "non lo so faccio cosi' perche' cosi' mi hanno insegnato" che provare a inventare una spiegazione.  Se vuoi capire quanto e' grave l'effetto di questo errore immaginati quando avevi 14 anni e parlavi di sesso con gli amichetti e qualcuno tirava a indovinare. Ecco fa ridere uguale.

Propedeucità, principi nascosti e costruzione del corpo sono giustificazioni  molto complesse di cui portroppo si abusa. Complesse significa che e' difficile renderne conto e spesso risulteranno solo interpretazioni personali/di una scuola/gruppo, raramente avranno riscontri pratici e quasi mai documentabili. E' una pessima mossa chiamare in causa queste cose se si vuole ottenere credibilità in un discorso.


"Vieni e vedi"

Rispondere a una critica con un invito non e' la mossa furba che molti si immaginano:

-E' scortese nei confronti del domandante, non essendo davanti ai tuoi occhi non gli stai facendo una cortesia a invitarlo gli stai dicendo "non te lo dico se non vieni qui". (Piuttosto ricordati che non sei obbligato a rispondere, hai il sacro diritto di farti i cazzi tuoi)

-Raramente e' pertinente, rispondere in maniera pratica e' adatto a domande poste in maniera pratica ed e' cmq previsto che una persona competente sappia spiegare cio' che fa, a maggior ragione in luoghi di discussione. La prova pratica puo' servire per fornire testimonianze e conferme,non per sopperire a spiegazioni. Non e' solo una questione di etichetta, mischiare i piani della discussione di teoria e pratica fa sembrare poco ferrati in materia.

-Qualcuno potrebbe effettivamente raccogliere l'invito, in quel caso sarebbe bene essere sicuri del perche' si sta facendo tale invito.

-Invitare/sfidare centomila persone non prova alcun punto. Magari qualcuno pensa che sfidando tutti,e nessuno andrà mai a trovarlo dato l'ovvio sbattimento richiesto, la sua credibilità salga quasi che fosse un maestro imbattuto. Bhe,ovviamente non e' cosi',semmai agli occhi di chi pratica abitualmente suonera' come una scusa per trincerare la propria ingoranza nella propria lontanza.

Magari qualcuno si illude che tra "tradizionalisti" in cui si rispetta il patrimonio culturale altrui le cose siano diverse mentre nulla e' piu' frequente che il contrario: gli stessi maestri che millantano origini mitiche (e sono anche disposti a sentire le altrui storie mitiche) penseranno cmq che quelle degli altri son tutte noiose cazzate. O nella migliore delle ipotesi storie poco interessanti.

Tl;dr:
Quando fai una affermazione e' bene avere le prove e non stupirsi se vengano chieste.
Affermazioni straordinarie hanno bisogno di prove straordinarie.
In generale e' un ottima idea anticipare le domande ovvie che ci vengano fatte.

Parlare di arti marziali in termini di insegnamento e risultati replicabili e dimostrabili invece che di miti,millanterie e opinioni soggettive e' utile a tutti e fa apparire in una luce migliore come persone e praticanti.

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