E alla fine arriva Idan - Report

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Offline nicola

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Re:E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #60 on: October 19, 2015, 23:25:39 pm »
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bah, ma che senso ha?

Se questi sono cojones, son felice di essere ricchiones.
"Dalla morte in pianura, proteggici, o Signore" (J. Kukuczka, alpinista)

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Offline Raven81

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Re:E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #61 on: October 20, 2015, 00:16:53 am »
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bah, ma che senso ha?

Se questi sono cojones, son felice di essere ricchiones.

Concordo.

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Offline Andy

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Re:E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #62 on: October 20, 2015, 08:27:38 am »
+1
Ragazzi, sono altri contesti. Da qua è facile.
Lì gli sparano addosso tutti i giorni, li accoltellano, gli mettono le bombe.
Contesto e società diverse. "Non possiamo capire" (cit.).

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Offline Barvo Iommi

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Re:E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #63 on: October 20, 2015, 09:38:09 am »
0
bah, ma che senso ha?

Se questi sono cojones, son felice di essere ricchiones.

Concordo.
che poi, a spanne, è piú pericoloso quello che fai tu XD

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Offline The Spartan

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Re:E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #64 on: October 20, 2015, 10:43:18 am »
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Le cose vanno messe nella giusta prospettiva...
Io dico chiaramente che sedersi accanto a un bersaglio al poligono è un comportamento che giudico abbastanza folle, ma so che è un metro che si potrebbe utilizzare "contro" di me o noi in altri settori...
Dopodichè le cose vanno inquadrate bene sia nell'ottica di chi fa cosa....e Idan Abolnik è un ex membro, reduce di guerra di una delle unità di elite dell'esercito israeliano, di quando...e in quel caso era il periodo di quando Idan stava lanciando la sua compagnia in un paese come il Sud Africa, e del perchè...e qui le opzioni sono tante ma imho basta vedere l'ammanettamento piuttosto che il tagliuzzarsi col coltello per capire che il suo livello di competenza non può minimamente essere associato a quello di un maestro itagliano di MGA per esempio...
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Offline The Spartan

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Re:E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #65 on: December 27, 2016, 16:27:20 pm »
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Offline Moshe Haim

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Re: E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #66 on: May 09, 2022, 18:22:25 pm »
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Senza inutili e lunghi giri di parole...Idan Abolnik è una bestia!
Una bestia per cui esiste un solo mantra, la sopravvivenza.
Possiamo disquisire, come di fatto è successo in passato, su alcune sue scelte e sue valutazioni tattico-strategiche ma, per quanto mi riguarda personalmente, ritengo che in materia di atteggiamento mentale e approccio allo scontro lo standard da seguire sia il suo, senza se e ma.
Possono esserci sfumature e casi e ok...ma chiunque ritenga che quell'approccio sia esagerato ed eccessivo (come peraltro sentito nell'ambiente anche a opera di insospettabili...) farebbe bene a dedicarsi ad altro.
Detto questo, la mera cronaca...
Erano anni che cercavo di lavorare con Abolnik...(penso di averlo mancato 2-3 volte compreso un corso di combat shooting fatto con la sua ex organizzazione italiana) l'occasione quindi  era troppo ghiotta stavolta per farsela sfuggire (nonostante un conflitto di impegni  che di fatto ha determinato la mia decisione di fare uno solo dei due giorni di stage previsti  :dis:).
Abolnik, ex membro con esperienza di guerra della Golani, una delle unità d'elite dell'esercito israeliano nonchè da anni professionista apprezzato nel campo della sicurezza,  rappresenta per coloro che sono nell'ambiente allo stesso tempo una specie di mito e di spauracchio...per il suo approccio fuori dal coro al Krav Maga o cmq allo scontro corpo a corpo...per la sua mentalità iperaggressiva volta a spremere in molti casi "la mediocrità" dell'ambiente e per quel suo modo di fare da crociato che può spaventare qualcuno.
Io stesso ero titubante su come approcciare il seminario a livello strategico ma, nonostante i dubbi avuti nelle settimane precedenti, alla fine ho pensato che nascondermi sarebbe stato assolutamente ridicolo e quindi, come qualcuno avrà avuto modo di notare, sono andato con una maglietta CKM, pronto ad assumermi serenamente le conseguenze della mia "appartenenza"... 8)
Dopo aver stabilito il mio record personale di percorrenza del lato sud-est del raccordo anulare con condizioni meteo avverse, sono giunto in quella che è ormai una sede consueta per gli eventi organizzati da Carlo Miozzi.
A tal proposito...Carlo Miozzi è un nome che a molti non dirà nulla...come ho detto a lui, lo considero il Bob Arum della difesa personale ed è in primis grazie a gente come lui che un appassionato come me ha avuto e ha la possibilità di confrontarsi con i capoccioni del settore; a lui dunque pubblica gratitudine da parte mia.  :thsit:
Essendo in lieve ritardo, mi precipito dentro per scusarmi e per informarlo del mio arrivo e lì mi sorprende vedere Idan circondato da una serie di persone in gi....
Spoiler: show
Ma col cazzo....non ditemi che c'avete creduto ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D

Miozzi è con Idan e a questo punto le scuse si trasformano in presentazioni (ci eravamo scambiati qualche mail di recente)...lui è imponente ma non troppo, di sicuro a una fisicità evidente fa da contraltare uno sguardo assolutamente serafico e un modo di fare estremamente gentile, tutto molto lontano dai soliti clichè in materia.
Il tempo di fare qualche convenevole con facce che si rivedono con piacere e forumisti a cui finalmente si da un volto e siamo pronti; la sala è forse piccola per quanti siamo, Idan specifica che sarà una giornata in cui più che sulla tecnica si lavorerà sull'approccio e via al riscaldamento.
Qui Idan a mio avviso segna un primo punto importante...mi giro per cercarlo con lo sguardo e me lo ritrovo di fatto alle spalle, impegnato nel riscaldamento come uno qualsiasi.
Tanto di cappello.
Anche se quando me lo mettono appositamente davanti per fare l'esercizio in cui si incassano i calci in pancia forse avrei preferito un approccio più classico e distaccato da noi umani... XD
Il primo lavoro è tutto incentrato sulla postura e sull'atteggiamento davanti a una escalation di aggressività.
Quella che possiamo forse definire volgarmente come "guardia" del Kalah è una guardia dissimulata molto simile (i miei riferimenti sono chiaramente quelli...) a quella usata nel CKM dove la sola differenza, tra l'altro nel mio caso complicata da ragioni fisiologiche, sta nella maggiore vicinanza fra i gomiti a protezione della parte inferiore del corpo.
Abolnik verifica che tutti quanti siano nella posizione corretta, io nella attesa mi stufo un pò ma la sensazione del già visto marziale giappostyle dura il tempo di un amen perchè immediatamente Abolnik comincia a mettere alla prova sia la posizione che l'atteggiamento.
In men che non si dica, senza alcun tipo di remore per età, sesso, taglie, gradi e segni zodiacali ci ritroviamo ad essere pesantemente e violentemente aggrediti da Idan, verbalmente e fisicamente.
Ora, se c'è una cosa in cui sono bravo forse è proprio questo giochino (tra l'altro in maniera apprezzabile lo stesso Idan mi darà poi modo di provarlo con lui...)...molto bravo...ma Abolnik sta su un altro pianeta...e se non fosse che il paragone sarebbe troppo ovvio, mi verrebbe chiaramente da citare quello che tutti noi abbiamo spesso visto fare in certi film da parte di certi addestratori.
E le facce di certe persone, non di primo pelo, nè marziale nè anagrafico, testimoniano imho ancora una volta come spesso il discorso trito del "eh ma in palestra...." sia un discorso fatto senza conoscenza di quello di cui si parla.
A questo punto del seminario io sono già in luna di miele... :-*
Questo è quello che io mi aspetto da un seminario...questo è quello che voglio quando lavoro con certe persone....per il volemose bene e l'onanismo marziale ci sono altri luoghi secondo me.
E passato il suo controllo di qualità, veniamo messi a lavorare in coppia sotto un minimo stress.
Questa è un'altra caratteristica inequivocabile del lavoro di Idan imho...la costanza dello stress.
Il lavoro sotto stress non è una novità per me, nel CKM come in tutti i sistemi israeliani è la norma pur se con sfumature diverse, ma nel caso di Abolnik ho l'impressione che questo sia, non so se le mie parole rendono bene, inscindibilmente legato all'aspetto pratico.
Diciamo che, ma temo che la cosa non renda, immaginando l'addestramento come un pasto, Abolnik mette il lavoro sotto pressione dopo ogni portata se non boccone...di norma, mentre magari noi aspettiamo il dolce.
Ora, lungi da me perdermi in disquisizioni didattiche e raffronti ma diciamo una cosa, questo modo di lavorare fa la differenza da subito.
Passata questa fase introduttiva siamo già belli zuppi e prima di concederci una pausa ristoro, ci spariamo 10 piegamenti che durano un'eternità  :-X durante i quali però vengono ripetuti e fatti ripetere i concetti chiave e si "aizzano" un pò le persone...
Io ne approfitto per mandare un selfie con Idan a un collega che guardandomi in faccia dice "avete finito?"...quando siamo invece solo ai primi 90 minuti.... :sbav:
Riprendiamo il lavoro e si affronta in questo caso come approcciare l'avanzata aggressiva di una persona.
Qui Idan shocks the worldddddddd perchè di fatto fa partire tutto il suo studio tecnico da un presupposto, ossia che la nota ricerca della distanza sostenuta da KM e cugini sia una grande e colossale cazzata... :o
Il suo tono, tra l'altro reso magnificamente da un modo di fare molto morrisoniano e da un miscuglio di inglese e italiano notevole  XD, non è assolutamente irrispettoso ma è molto drastico.
Ora, sul punto volendo ci sarebbe da cavillare...ci starebbe benissimo uno dei miei amati "dipende" ma se uno è sintonizzato su quella che è la sua logica, la dichiarazione secondo me è sacrosanta; in soldoni...io aggredito mi riprendo la distanza, tu aggressore passi al livello successivo che potrebbe essere una lama o un'arma da fuoco...e a quel livello ti ho fatto arrivare io che avevo la possibilità di "fermarti" prima.
Makes sense...per usare le sue parole.
La tattica del Kalah è molto semplice...sottomissione apparente, shock che rimescola le carte (flash bang dirà lui con chiaro riferimento alle operazioni militari...) e controllo/distruzione dell'avversario.
Questo si traduce in pratica in un hammer punch o palm strike nella zona fra mento e naso volto a frenare l'azione dell'aggressore a cui contestualmente si accompagna un'azione di spostamento volta a prendere il massimo controllo della schiena della persona.
I principi cardine delle AM israeliane sono rispettati al 100%...il bonus track del Kalah è che al takedown segue sempre e cmq una serie di mazzate da fare la storia delle mazzate, ma tutto in linea però con la necessità di un probabile security check di chi ci sta davanti.
Nelle sue spiegazioni noto che Idan non solo è molto più preciso di quanto appaia in video (meditate gente, meditate...) ma si muove anche molto meglio di quanto non sembri, specialmente vista la taglia e il suo non background.
Sono fra quelli che viene scelto per mostrare le varie soluzioni e lavorare con lui è un piacere...molto fisico, molto concreto e molto determinato come piace a me, anche se questo comporta beccarsi una cronografata in faccia...
E quando lui va "sciolto" la sensazione è quella di finire in una lavatrice caricata a schiaffi... :-*
E anche qui provare sotto pressione...piegamenti e botte...e se lui vede che il compagno si risparmia, ci pensa lui...che cmq gira assicurandosi che il livello di intensità sia sempre alto.
Io ho la fortuna di lavorare con un gruppo di ragazzi di Padova che, oltre ad avere un bel curriculum marziale, seguono idealmente Idan da anni ed è un modo perfetto per sentire il lavoro e allo stesso tempo obbligarmi a stare sul pezzo. :thsit:
Il lavoro successivo è la difesa da pugno...la sua contestazione della difesa classica KM ci sta, quella della simil crazy monkey la trovo più tirata per i capelli ma, cosa sulla quale converremo poi in una piacevole chiacchierata post stage, quello che conta è l'approccio...vai dentro, vai avanti (Kadima!!!!) e non uscire fino a quando non hai abbattuto il tuo aggressore.
La soluzione mostrata prevede di arrivare con una avambracciata/bicipitata al capo dell'aggressore, controllare il capo amorevolmente  :gh: e poi eseguire la torsione cervicale che spesso lui esegue nei suoi video (la stessa presente nel CKM che alcuni hanno visto al gathering...).
Qui Idan segna un altro punto...qualcuno (per sempre grato viste le conseguenze.. :-X) chiede/obietta se in quella entrata non ci sia la possibilità di prendere almeno un colpo alla testa...bene, lui sbrocca...ma non per finta, sbrocca...e dopo avermi letteralmente trascinato in mezzo per la maglietta in soldoni mi usa per dimostrare che la sua risposta è STICAZZI!
Il senso dove sta...il senso sta nel principio...il braccio non sta dove dico io?Sticazzi...io so cosa devo fare e quali sono i mezzi per farlo...
Tradotto significa che in quel momento lui se ne sta fregando della tecnica che lui stesso sta mostrando e che quel che conta è l'obiettivo, l'approccio...
Sentirlo in un seminario, dove spesso ci si sofferma eccessivamente su dettagli ipertecnici  :dis:, imho è raro....va da sè poi che a livello pratico si ribadisce concretamente ancora una volta la differenza di certi approcci rispetto ad altri, al netto di uomini, gambe e braccia... ;)
Si arriva così alla pausa pranzo assolutamente infuocati e zuppi oltre che stanchi e con una preghiera in circolo si rompono le righe.
Purtroppo la pausa si rivelerà per me deleteria perchè qualcosa mi fa male e passo la parte iniziale della ripresa pomeridiana con un colorito funereo e corse frequenti al bagno per rimettere...mi rode non poco ma, grazie al prezioso sostegno fisico e psicologico del trittico patavino, riesco cmq ad andare avanti e a riprendermi.
La parte pomeridiana, che inizia dopo un energetico risveglio muscolare, è dedicata alle minacce col coltello. Idan accenna al volo alla sua difesa base contro un attacco diretto (quando le cose si provano, quelle che funzionano si somigliano....da Abolnik ad Aizik passando per Gil...) ma si concentra sulle minacce al collo, da entrambi i lati.

Nel primo caso il coltello è sul lato sinistro del collo tenuto con la destra; subito, e così deve essere, viene fatta la precisazione che la soluzione mostrata funziona, o deve funzionare..., a prescindere da cosa faccia l'aggressore con l'altro braccio, sia che prenda il collo o che afferri il vestiario o che lo tenga penzoloni.
La sua soluzione è un'ulteriore declinazione del concetto (l'unico sensato, coerente e credibile alla prova dei fatti) di controllare il braccio armato, rendere "poco piacevole"  XD la voglia di mantenere il coltello in mano e poi portare a terra l'aggressore per finire il lavoro.
Step by step questo si traduce in uno spostamento del coltello con triplo ancoraggio sul braccio armato, colpi vari con quel che capita, morso, atterramento col peso del corpo e conquista del coltello.
La menzione va fatta per la sua idea sul morso e per la sua visione del finale; il morso non è un semplice morso (e sul semplice potremmo far notte... :whistle:) come un umano potrebbe concepirlo ma qualcosa di molto simile (morso e sbatacchiamento  :ohiohi:) a quanto fa un pitbull o un coccodrillo...e la povera vittima designata a fare da cavia credo che tutt'ora possa testimoniare la bontà dell'approccio (Idan i tatuaggi si levano col laser oggi.... XD)...il ragazzone è cmq un cultore del genere.  8)
Sul lavoro al suolo ancora una volta il bersaglio della sua critica è il KM o, meglio, l'approccio a volte molto pulito di un certo KM nel prendere il coltello una volta atterrato l'aggressore.
In soldoni...lui voleva accoltellarmi, l'ho menato, l'ho portato a terra...perchè perdere tempo nel cercare di prendere in maniera linda e pinta con simil leve il coltello quando posso più semplicemente mettere l'autofire e timbrargli il cranio accompagnando il tutto con un mantrico "molla il coltello...molla il coltello..."?
Anche in questo caso la logica sta dalla sua parte.... :thsit:
Chiaramente il lavoro è provato ancora una volta full speed e sotto stress...e già solo controllare autenticamente la persona davanti è un lavoro che richiede una certa dose di fatica ma la sensazione di controllo è decisamente rassicurante.
Certo, il take down non è forse alla portata di tutti ma non è quello il punto chiave.
Idan nel frattempo continua a girare e a tenere la gente sul pezzo, ma, complice la digestione, è evidente che il livello di energia va scemando.
Il lavoro seguente, l'ultimo della giornata, prevede il coltello messo dall'altra parte del collo sempre tenuto con la mano destra.
A livello pratico io, soluzioni CKM a parte, non vedrei nulla di male nel riproporre lo stesso schema ma Idan di fatto cambia le carte in tavola giocando sul fatto che non si possa deflettare il coltello; in questo caso (kadima!!!) la soluzione obbligata è quella di andare avanti, controllare stavolta con un solo braccio l'arto armato ma attaccando questa volta direttamente la testa e il collo...come?La testa viene spinta e afferrata in modo da inibire qualsiasi movimento del corpo e il collo...si morde! :sur:
Un semplice e brutale morso è la chiave per aprire definitivamente l'aggressore ed avere un pieno controllo dell'avversario.
Con questo movimento la sensazione di controllo è diversa, non è un movimento che mi riesce agevole come quello prima ma la concatenazione che lui propone è plausibile e l'idea degli effetti del morso in quel punto credo renda sufficientemente chiaro quanto possa essere valido come approccio.
A questo punto il quadro della giornata è completo...il giovane è bello gasato e vuole regalarci il gran finale...tutte le tecniche insieme, provate dopo microround di piegamenti e maltrattamenti...
DATS IT...direbbe lui... XD
A questo punto Idan decide che è il momento di chiudere i giochi...il pignolo che è in me nota che mancherebbero 20 minuti buoni all'orario di fine previsto ma capisco che per lui non ha senso continuare se il gruppo non mantiene il livello di intensità che si aspetta...e tutto sommato tornare a casa prima male non è... :gh:
Come spesso accade il meglio poi è a riflettori spenti quando, fatte le foto di rito con diplomi e gruppi e cazzi e mazzi, Idan si avvicina per una chiacchierata informale prima con me e i tre ragazzi di Padova e poi da soli; oltre a confermare il suo atteggiamento cmq molto rilassato e con i piedi per terra, assolutamente non da prima donna, si rivela una persona semplice che si diverte a confrontare ad esempio le esperienze coi figli...
Qui, visto il clima da Love story e la legna messa cmq in cascina, ne approfitto per esplicitare la mia appartenenza marziale... :pla:
E non fa una piega, anzi...mi lusinga pure dando per scontato che nel mio imminente ritorno nella sua terra io vada ad insegnare... :-[
Spoiler: show
 :gh: :gh: :gh:

La parte più interessante è cmq il trovarci concordi su alcuni punti apparentemente di distacco fra Kalah e CKM, in ragione del mutuo riconoscimento di come sia l'approccio a fare una differenza importantissima e di come l'affidarsi al principio sia necessario purchè questo sia qualcosa di concreto e tangibile e non di campato in aria o usato a modo di scusa per giustificare l'ingiustificabile.
E questo è quanto...anzi no....
Prima di chiudere devo necessariamente puntualizzare un paio di cose...
La prima...mi/ci era giunta eco di una specie di sfida che avrebbe dovuto tenersi in occasione dello stage di Abolnik, una sfida che, a quanto mi risulta, avrebbe dovuto stabilire una volta per tutti chi o cosa sia un cazzaro.....
La sfida non c'è stata ma a quanto leggo in giro si è capito lo stesso chi fosse il cazzaro o i cazzari (compresi quelli che amano brillare di luce riflessa)... :halo:
Si possono avere dubbi ed è legittimo...mancare di rispetto al lavoro di certe persone però è altro...
Ci si può confrontare ed è legittimo volerlo fare...lanciare sfide sperando però che nessuno veda il bluff è altro.
La seconda...con questo seminario ho sostanzialmente, forse me ne mancano uno o due, chiuso il cerchio di tutti i grandi del settore che sono venuti nella capitale.
In nessuno di questi seminari ho visto affacciarsi budoka...tra l'altro la capitale è anche piena di budoka che in passato si sono spesi a lungo forumisticamente per spiegarci cosa fosse o cosa non fosse il KM e i suoi cugini...bene, a questi signori, la prossima volta che, su forum o nelle tutelate pagine di facebook, si dovessero sentire in dovere di dire la loro solo perchè hanno visto una lezione fatta da una pippa in qualche palestrina scarsa, do un consiglio sereno: cacatevi in mano e prendetevi a schiaffi...fate più bella figura.  :thsit:
Concludendo, Abolnik e Kalah promossi su tutta la linea...approccio ancora più elitario rispetto a quello di molti sistemi israeliani ma difficile immaginare di allenarsi con uno del genere e rimanere uguali senza ottenere risultati.
Se dovesse tornare, come da piani, lui è uno per il quale vale la pena spendere i soldi ancora...solo solo per il test implicito che partecipare comporta. Se vi capita nei paraggi, non perdete l'opportunità di allenarvi con lui.
Stay hungry, stay foolish, respect all, train hard or go home.
Ah quasi dimenticavo...un doveroso saluto ai ragazzi che ho potuto rivedere nello stage e che non esitano a farsi centinaia di chilometri per il solo gusto di condividere una passione...
E menzione speciale per Simone e il gruppo patavino...un onore e un piacere essermi unito a voi per la giornata.
Ad maiora.

Avuto modo di fare uno stage da uno dei suoi istruttori, tale Peccini, veramente una bestia
la legge e la giustizia non sono la stessa cosa

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Offline Kilik

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Re: E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #67 on: May 15, 2022, 16:31:43 pm »
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Avuto modo di fare uno stage da uno dei suoi istruttori, tale Peccini, veramente una bestia

Gentile nuovo utente, non mettiamo in dubbio quanto asserisci sul sig. Peccini, ma potresti descrivere un po' più estesamente e in dettaglio la tua esperienza? Sarebbe una testimonianza utile per chi come me non conosce la persona in questione.

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Offline Moshe Haim

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Re: E alla fine arriva Idan - Report
« Reply #68 on: June 01, 2022, 23:57:27 pm »
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Avuto modo di fare uno stage da uno dei suoi istruttori, tale Peccini, veramente una bestia

Gentile nuovo utente, non mettiamo in dubbio quanto asserisci sul sig. Peccini, ma potresti descrivere un po' più estesamente e in dettaglio la tua esperienza? Sarebbe una testimonianza utile per chi come me non conosce la persona in questione.

Ma certo
Allora si è cominciato con un riscaldamento ad alto impatto aerobico, non ricordo di avere avuto i battiti più bassi di 170/minuto, intervallati da tecniche sotto pressione di allenamento su pugni, gomitate e calci, successivamente abbiamo provato con Idan un paio di soluzioni su disarmo di pistola da diverse distanze, dopo di che di nuovo corsa e esercizi ad alto impatto aerobico e sparring sotto pressione contro più avversari, tra gli avversari, con molta molta umiltà, anche Idan
la legge e la giustizia non sono la stessa cosa