Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky

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Offline Dottor Wolvie Killmister

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Re: Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #30 on: March 08, 2010, 17:31:48 pm »
+2

Vorrei aggiungere un altro aspetto della ricerca di Chomsky. Copioincollo dalla solita "Wikipedia University", ma evidenziando in grassetto qualcosa.


"Language Acquisition Device (LAD) è un dispositivo di acquisizione della lingua, un ipotetico meccanismo del cervello che Noam Chomsky postula per spiegare l'acquisizione umana della struttura sintattica del linguaggio. Questo meccanismo conferisce i bambini con la capacità di ricavare la struttura sintattica e le regole della loro lingua nativa rapidamente e con precisione da input impoverito fornite da utenti di lingua per adulti. Il dispositivo è costituito da un insieme finito di dimensioni lungo le quali variano le lingue, che sono fissati a livelli diversi per le diverse lingue sulla base dell'esposizione di lingua. LAD riflette il presupposto di fondo di Chomsky che molti aspetti del linguaggio sono universali (comuni a tutte le lingue e le culture) e limitata dalla conoscenza di base innata di linguaggio chiamato Grammatica Universale. Questa considerazione teorica di acquisizione della sintassi è in netto contrasto con le opinioni di BF Skinner, Jean Piaget, e altri cognitive e sociali di apprendimento teorici che sottolineano il ruolo di esperienze e di conoscenze generali e competenze in dell'acquisizione del linguaggio".

Aggiungo che per B.F. Skinner e per Piaget la mente del bambino era un non meglio definita "tabula rasa", una specie di "scatola nera".

Per approfondire:

http://venus.unive.it/italslab/nozion/nozk-l.htm

http://www.parodos.it/dizionario/acquisizione.htm

http://en.wikipedia.org/wiki/Language_acquisition_device  (in inglese, molto più dettagliata)



Fondatore dell'omonimo sistema di difesa personale!

https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=3886.0

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dora

Re: Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #31 on: March 09, 2010, 19:27:42 pm »
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Allaq faccia del comportamentismo quindi e meno male!

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Re: Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #32 on: March 10, 2010, 00:13:10 am »
0
Ora non sotto mano gli esperimenti specifici...ma ne ricordo uno carino,condotto per abituazione,con scimmie,bambini e volatili, volto a ricercare (o dimostrare per chi accetta come validi i risultati) la presenza di una capacita' innata legata alla sintassi.


Edit: ho trovato solo :
Fitch e Hauser, articolo di Science nel 2004, un esperimento coi tamarini...stesso concetto di quello che citavo sopra.
« Last Edit: March 10, 2010, 17:32:53 pm by The Madhatter »
Peccato che la stupidità non sia dolorosa.
(A. S. LaVey )

il test d'ingresso funziona così
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ma avevate detto gratis
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se ti lamenti, non sei adatto ad essere munto, altrimenti cerimonia del the in arrivo e tutti col collo gonfio ad accoglierti

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Re: Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #33 on: March 10, 2010, 00:21:59 am »
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Non ricordo gli estremi, ma ricordo di aver letto in qualche libro di un accadimento, per cui dei bambini rimasero da soli su un'isola e riscirono a sopravvivere, qualcosa tipo il signore delle mosche in versione reale.

Ricordo che questi bambini, svilupparono un loro modo di parlare, un loro linguaggio.

Quando furono trovati, il loro linguaggio fu studiato con interesse e mostrò regole grammaticali precise e comuni agli altri linguaggi, chi lo studiò ne dedusse che nel nostro cervello le sedi del linguaggio abbiano già una precostituzione, un ambiente di lavoro con precaricate le fondamentali regole di grammatica, su cui poi noi andiamo a mettere le parole della nostra lingua.

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #34 on: March 31, 2014, 17:05:42 pm »
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Offline Takuanzen

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #35 on: April 01, 2014, 13:13:14 pm »
+1
Scoperto ora questo succulento topic. Mi è molto utile per il mio attuale lavoro di tesi, che in pieno svolgimento... :sbav: :sbav:
Vuol dire che appena finisco di leggerlo con calma, probabilmente vi tempesterò di domande o materiale. C...i vostri! ;D
Comunque la teoria chomskiana ormai ha quasi quarant'anni, pur essendo stata una vera e propria "svolta di paradigma" ai tempi. E' stata criticata, anche se ultimamente il suo autore sembra si sia dato più alla politica, con interessanti lavori peraltro, più che alla linguistica, almeno con qualcosa di innovativo...Altri ne hanno ripreso e sviluppato o modificato alcuni punti.
Se mi date un po' di tempo per leggere tutto, magari poi aggiungo qualcosa di meno generico.  :thsit:

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Offline Takuanzen

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #36 on: November 11, 2014, 15:12:12 pm »
+5
Vi segnalo un mio breve articolo appena uscito sul tema, magari può interessarvi:

http://filosofiaenuovisentieri.it/2014/11/09/critiche-biologiche-alla-teoria-chomskiana-della-grammatica-universale-innata/

"ABSTRACT: La teoria chomskiana della grammatica universale innata come spiegazione della capacità di linguaggio presenta delle assunzioni collaterali molto forti e indifferenziate, su cui si sono concentrate le attenzioni dei critici, in quanto punti deboli della teoria: 1) Tomasello ha sottolineato l’importanza del contesto sociale e della sua dimensione intersoggettiva per l’apprendimento del linguaggio. Anche la grammatica viene concepita come un prodotto congiunto di eredità comunicativa e interazioni sociali all’interno di una “storia convenzionalizzata”. 2) Deacon ha sottolineato invece che anche le lingue hanno una loro storia evolutiva, progettandosi da sé, in un rapporto di stretta simbiosi con i loro ospiti umani (metafora del virus, o meglio, del simbionte). Vi è all’opera una dinamica co-evolutiva tra la lingua e il suo ospite, che produce l’evoluzione linguistica, come anche quella biologica del cervello umano. La teoria chomskiana delle regole grammaticali innate ha commesso l’errore di appiattire questo irriducibile processo di evoluzione biologico-culturale in una struttura formale statica."

Fatemi sapere che ne pensate e siate pure spietati. Vi ringrazio, buona lettura! :)

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Offline Zìxué

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #37 on: November 11, 2014, 17:37:11 pm »
+1
Bel lavoro.  :thsit:

A margine, ti segnalo alcuni vecchi lavori sull'argomento "reti neurali e apprendimento", che, nella loro piccola dimensione etologica, (indirettamente) contribuiscono a ridimensionare la teoria di Chomsky:

- Rowley I. and G. Chapman- 1986. Cross-fostering, imprinting, and learning in two sympatric species of cockatoos. Behaviour 96:1-16.
- Mello C.V., D.S. Vicario, and D.F. Clayton. 1992. Song presentation induces gene expression in the songbird's forebrain. Proceedings of the National Academy of Science 89:6818-6822.
- Baptista L.F., and L. Petrinovich. 1984. Social interaction, sensitive phases and the song template hypothesis in the white-crowned sparrow. Animal Behaviour 32:172-181.
West M.J., A.P. King, and D.H. Eastzer. 1981. The cowbird: Reflections on development from an unlikely source. American Scientist 69:56-66.
- Kroodsma D.E. 1996. Ecology of passerine song development. In Ecology and Evolution of Acoustic Communications in Birds, D.E. Kroodsma and E.H. Miller (eds.). Cornell University Press, Ithaca, NY.
- Nelson  D.A., P. Marler, and A. Palleroni. 1995. A comparative approach to vocal learning: Intraspecific variation in the learning process. Animal Behaviour 50:83-97.
- Marler P. 1970. Birdsong and speech development: Could there be parallels? American Scientist 58:669-673.
Gli uomini si dividono in tre categorie: quelli intelligenti e quelli così stupidi che non sanno neanche contare

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Offline Barvo Iommi

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #38 on: November 11, 2014, 20:12:55 pm »
+1
il + 1 te l'ho dato perché ho fiducia in te Tak  :)

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Offline Fabio Spencer

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #39 on: November 12, 2014, 09:16:36 am »
+1
Vi segnalo un mio breve articolo appena uscito sul tema, magari può interessarvi:

http://filosofiaenuovisentieri.it/2014/11/09/critiche-biologiche-alla-teoria-chomskiana-della-grammatica-universale-innata/

"ABSTRACT: La teoria chomskiana della grammatica universale innata come spiegazione della capacità di linguaggio presenta delle assunzioni collaterali molto forti e indifferenziate, su cui si sono concentrate le attenzioni dei critici, in quanto punti deboli della teoria: 1) Tomasello ha sottolineato l’importanza del contesto sociale e della sua dimensione intersoggettiva per l’apprendimento del linguaggio. Anche la grammatica viene concepita come un prodotto congiunto di eredità comunicativa e interazioni sociali all’interno di una “storia convenzionalizzata”. 2) Deacon ha sottolineato invece che anche le lingue hanno una loro storia evolutiva, progettandosi da sé, in un rapporto di stretta simbiosi con i loro ospiti umani (metafora del virus, o meglio, del simbionte). Vi è all’opera una dinamica co-evolutiva tra la lingua e il suo ospite, che produce l’evoluzione linguistica, come anche quella biologica del cervello umano. La teoria chomskiana delle regole grammaticali innate ha commesso l’errore di appiattire questo irriducibile processo di evoluzione biologico-culturale in una struttura formale statica."

Fatemi sapere che ne pensate e siate pure spietati. Vi ringrazio, buona lettura! :)
non sono in grado di commentare.
Men che meno di fare critiche.
 ;)
"vi prego di notare l'eleganza del piano nella sua semplicità...."


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Offline Takuanzen

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #40 on: November 12, 2014, 11:17:28 am »
+1
Bel lavoro.  :thsit:

A margine, ti segnalo alcuni vecchi lavori sull'argomento "reti neurali e apprendimento", che, nella loro piccola dimensione etologica, (indirettamente) contribuiscono a ridimensionare la teoria di Chomsky:

- Rowley I. and G. Chapman- 1986. Cross-fostering, imprinting, and learning in two sympatric species of cockatoos. Behaviour 96:1-16.
- Mello C.V., D.S. Vicario, and D.F. Clayton. 1992. Song presentation induces gene expression in the songbird's forebrain. Proceedings of the National Academy of Science 89:6818-6822.
- Baptista L.F., and L. Petrinovich. 1984. Social interaction, sensitive phases and the song template hypothesis in the white-crowned sparrow. Animal Behaviour 32:172-181.
West M.J., A.P. King, and D.H. Eastzer. 1981. The cowbird: Reflections on development from an unlikely source. American Scientist 69:56-66.
- Kroodsma D.E. 1996. Ecology of passerine song development. In Ecology and Evolution of Acoustic Communications in Birds, D.E. Kroodsma and E.H. Miller (eds.). Cornell University Press, Ithaca, NY.
- Nelson  D.A., P. Marler, and A. Palleroni. 1995. A comparative approach to vocal learning: Intraspecific variation in the learning process. Animal Behaviour 50:83-97.
- Marler P. 1970. Birdsong and speech development: Could there be parallels? American Scientist 58:669-673.

Wow! Grazie mille Zixuè! Come offrire droga gratis a un tossico!  :blue: :-* :-*
Me li segno tutti allora. Comunque è vero che proprio dalla biosemiotica/zoosemiotica e dall'etologia cognitiva, cioè dagli etogrammi (gli elenchi il più possibile completi dei comportamenti della singola specie) comunicativi  di moltissime specie animali, sono arrivati molti risultati che, come dici tu, ridimensionano tale teoria, che pure è stata molto influente e fondamentale in passato. Ma lo stesso rifiuto della selezione darwiniana da parte dei suoi esponenti più ortodossi già pregiudicava quel risultato. Si tratta di ambiti che sto iniziando ad esplorare, anche rubando parecchio dai libri della mia compagna,  quindi ogni regalo o suggerimento è ben gradito. Ma è recente. Pensa che ancora in "Etologia umana" di Eibl-Eibsfeldt Chomsky era parecchio citato. Non posso ancora dire se sia una vera e propria falsificazione in senso popperiano o una ridefinizione.
So soltanto che la vecchia dicotomia tra comportamenti appresi e innati vacilla almeno fin da Lorenz e che dal punto di vista cognitivo non si relazionano più così facilmente lo sviluppo volumetrico del cervello e l'intelligenza, preferendo parlare di differenti tipologie di cervelli, egualmente efficaci (ad es. gli uccelli, che continuano a sorprendere, con la sofisticatezza dei loro dialetti e delle loro capacità di composizione e variazione musicale) e quindi di differenti intelligenze, in senso pluralistico.
Ti andrebbe di sintetizzarmi in breve, giusto come presentazione, quali sono le più accreditate teorie contemporanee in etologia sul tema "reti neurali e apprendimento"?  :)

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Offline Zìxué

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #41 on: November 12, 2014, 18:17:15 pm »
+2
Wow! Grazie mille Zixuè! Come offrire droga gratis a un tossico!  :blue: :-* :-*
Me li segno tutti allora. Comunque è vero che proprio dalla biosemiotica/zoosemiotica e dall'etologia cognitiva, cioè dagli etogrammi (gli elenchi il più possibile completi dei comportamenti della singola specie) comunicativi  di moltissime specie animali, sono arrivati molti risultati che, come dici tu, ridimensionano tale teoria, che pure è stata molto influente e fondamentale in passato. Ma lo stesso rifiuto della selezione darwiniana da parte dei suoi esponenti più ortodossi già pregiudicava quel risultato. Si tratta di ambiti che sto iniziando ad esplorare, anche rubando parecchio dai libri della mia compagna,  quindi ogni regalo o suggerimento è ben gradito. Ma è recente. Pensa che ancora in "Etologia umana" di Eibl-Eibsfeldt Chomsky era parecchio citato. Non posso ancora dire se sia una vera e propria falsificazione in senso popperiano o una ridefinizione.
So soltanto che la vecchia dicotomia tra comportamenti appresi e innati vacilla almeno fin da Lorenz e che dal punto di vista cognitivo non si relazionano più così facilmente lo sviluppo volumetrico del cervello e l'intelligenza, preferendo parlare di differenti tipologie di cervelli, egualmente efficaci (ad es. gli uccelli, che continuano a sorprendere, con la sofisticatezza dei loro dialetti e delle loro capacità di composizione e variazione musicale) e quindi di differenti intelligenze, in senso pluralistico.
Ti andrebbe di sintetizzarmi in breve, giusto come presentazione, quali sono le più accreditate teorie contemporanee in etologia sul tema "reti neurali e apprendimento"?  :)
Ci provo.  :)
La dicotomia innato-appreso è un prodotto (fuorviante) della nostra logica (tertium non datur). In un dato momento della storia di una specie, qualunque comportamento "innato" è stato prima "appreso": il "passaggio" avviene quando le strutture neuronali che permettevano l'esecuzione di quel comportamento si attivano e innescano "autonomamente" la sequenza motoria in seguito alla percezione di determinati "stimoli segnale".
Per comportamenti semplici tipo i FAP (Fixed Action Pattern) i centri nervosi che controllano l'esecuzione possono essere altrettanto semplici: in questi casi l'azione della selezione naturale pare ragionevolmente efficace anche a chi non abbraccia completamente le tesi neodarwiniane.
Comportamenti più complessi, tipo il canto degli uccelli, invece, necessitano di strutture neuronali più complesse: canti elaborati presuppongono centri neuronali complessi; ma perché (e in che modo) si sono evoluti centri neuronali complessi se ancora non erano presenti canti elaborati? Una riformulazione del classico: è nato prima l'uovo o la gallina?

Il nodo della questione è da ricercarsi nella plasticità del SNC. Negli uccelli canori adulti il "sistema del canto" si sviluppa ad ogni stagione riproduttiva e regredisce alla fine della stessa; nei nidiacei comincia a modificarsi dopo circa 10 giorni dalla schiusa: nei maschi si può avere un più che raddoppio dei neuroni che lo compongono, mentre nelle femmine avviene una regressione che produce un più che dimezzamento del numero di cellule. Già durante la permanenza nel nido, i nidiacei apprendono il "dizionario" e il "frasario" della propria specie; per essere più precisi, del "dialetto" locale. Infatti gli elementi canori che i maschi incorporeranno nel loro canto avrà come base il canto paterno con in più elementi "prelevati" da estranei vicini di nido.

Che succede se i nidiacei vengono privati dei "tutori" conspecifici e sono sottoposti al canto di altre specie? Succede che il canto sarà, a seconda delle specie, un ibrido (in misura più o meno sbilanciata verso l'una o l'altra specie) o addirittura identico al canto del "tutore", anche se non conspecifico.

Tra i cacatua può accadere che alcuni Galah vengano allevati dai Cacatua rosa: in questo caso i richiami di contatto (comunicazione sociale) dei Galah adottati sono molto simili ai genitori adottivi Cacatua rosa. Questa somiglianza, invece, viene a mancare nei richiami di allarme: i Galah "adottati" lanciano richiami di allarme tipici della loro specie.
Si potrebbe dire che i richiami di contatto siano "appresi", mentre i richiami di allarme siano "innati"? E se sì, perché?

Vediamo l'esempio dei parassiti al nido. Il Molotro nero (una sorta di cuculo americano) depone le uova nei nidi di altri passeriformi: in questo caso per i nidiacei di Molotro imparare la "lingua" dell'ospite potrebbe essere deleterio. Come potrebbero, infatti, maschi e femmine "riconoscersi"? Nonostante questo, anche in presenza di una rigidità maggiore rispetto agli uccelli canori, i molotri maschi riescono a modulare plasticamente il loro canto a seconda delle "esigenze" di tipo sociale: in presenza di maschi anziani (dominanti) cantano da "giovincelli" (meno "appetiti" dalle femmine) ma se i maschi dominanti vengono rimossi, ecco che anche i giovincelli cominceranno a cantare come gli "anziani". Non solo, lo faranno nel modo tipico del dialetto della zona. Come fanno a conoscerlo? Imparano a riconoscere le reazioni delle femmine: modulano il loro canto in base al feedback sociale che ricevono.

Tornando agli uccelli canori, è piuttosto frequente che i maschi più anziani (al secondo o terzo anno di vita) di specie diverse  abbiano una maggior varietà e ricchezza di "frasi sonore" nel loro canto rispetto ai giovani. Inoltre, anche se le differenze nel canto "base" di conspecifici che vivono in zone distanti possono essere minime, i canti "adulti" si differenziano in veri e propri dialetti locali.

Facendo una istantanea alla situazione dei miei esempi, possiamo dire che:
- le strutture neuronali del canto iniziano il loro sviluppo[1] per effetto di una regolazione ormonale;
- lo sviluppo del sistema del canto dipende da feedback sonori di autoapprendimento e sociali: uccelli resi sordi o isolati acusticamente non mostrano nessuna differenziazione dei nuclei nervosi e spesso si assiste a regressione; i sistemi del canto di uccelli anziani sono più complessi rispetto a quelli dei giovani;
- lo sviluppo del sistema del canto non è limitato ai primi giorni di vita, ma si rinnova ad ogni stagione riproduttiva (esclusi i cacatua, ovviamente);
- i dialetti prodotti dall'isolamento geografico possono produrre isolamento riproduttivo: a differenze nel canto sono correlate differenze nella morfologia neuronale e nella cito-architettura di alcuni nuclei.

Perciò, quello che sembra essere una caratteristica "innata" (il canto), si dimostra essere estremamente plastica e suscettibile di modificazioni per effetto di diversi tipi di interazioni sociali e/o con l'ambiente e dell'autoapprendimento: i geni "producono" le strutture necessarie al canto; l'ambiente (in senso lato) modula lo sviluppo di quelle strutture, sviluppo che produrrà canti differenti più o meno efficaci[2]; canti che verranno "selezionati" dalle femmine le quali determineranno, di fatto, chi si riprodurrà e chi no; la selezione operata dalle femmine, molto più forte della separazione geografica, avrà come effetto la differenziazione canora e neuronale di sottopopolazioni composte da individui inevitabilmente diversi dai loro antenati.

Per rispondere, quindi, alle domande sui cacatua: i richiami di contatto sono soggetti a selezione (sociale e sessuale), perciò avere dei sistemi di controllo plastici può risultare premiante rispetto a sistemi rigidi. Al contrario, il messaggio "pericolo in vista" è preferibile che sia chiaro, inequivocabile e decisamente stabile nel corso delle generazioni, altrimenti perderebbe la sua efficacia. Infatti si osserva che i richiami di allarme dei passeriformi canori non sono controllati dal sistema del canto, ma da altre strutture neuronali molto meno complesse.

E infine, è nato prima l'uovo (il sistema del canto) o la gallina (il canto)? In estrema sintesi, possiamo descrivere il canto degli uccelli come una qualità emergente prodotta dall'aumento di complessità dell'associazione nervosa: la somministrazione di ormoni maschili a femmine di uccelli canori induce lo sviluppo di quei nuclei cerebrali che nei maschi controllano il canto. Una minima variazione di livelli ormonali può produrre un raddoppio del numero di neuroni, con un conseguente incremento esponenziale di connessioni: se in matematica 1+1=2, nei sistemi complessi (come un cervello, seppur "di molto meno di una gallina") 1+1 può assumere diversi valori "in più" alla semplice somma.
Il resto del lavoro lo fa la selezione sessuale.
 1. Anche se nelle femmine si osserva una riduzione dei neuroni nei sistemi del canto, questo non vuol dire che non intervengano modificazioni sostanziali e funzionali: altrimenti come farebbero a riconoscere e a rispondere al canto dei maschi?
 2. Ricordo che il canto serve a trovare una partner, quindi ad aumentare le possibilità per riprodursi
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Offline Raven81

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #42 on: November 12, 2014, 22:34:54 pm »
+1
La chiave di volta del tuo articolo è imho la citazione di Deacon secondo cui "Le lingue però rassomigliano molto più a organismi viventi che a dimostrazioni matematiche", affermazione che rende possibile e sensato l'innesto delle "critiche biologiche" alla teoria di Chomsky.
Mi sembra un punto piuttosto delicato, hai scritto qualcosa per discutere di questa cosa?  :)

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Offline Zìxué

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #43 on: November 13, 2014, 11:32:48 am »
+1
La chiave di volta del tuo articolo è imho la citazione di Deacon secondo cui "Le lingue però rassomigliano molto più a organismi viventi che a dimostrazioni matematiche", affermazione che rende possibile e sensato l'innesto delle "critiche biologiche" alla teoria di Chomsky.
Mi sembra un punto piuttosto delicato, hai scritto qualcosa per discutere di questa cosa?  :)

Takuanzen darà la sua risposta, sicuramente più puntuale e pertinente della mia, ma è mia opinione che la affermazione di cui sopra andrebbe ribaltata: cioè, è la critica "biologica" a permettere la frase di Deacon. Infatti, se la teoria di Chomsky ci permette di formulare una analogia che accosta il sistema cervello-lingua degli esseri umani al sistema hardware-software di un computer, quindi con la lingua come prodotto (direi deterministico) del cervello, un approccio biologico alla evoluzione e alla struttura funzionale di questo sistema ci offre il modello della coevoluzione ospite-simbionte: Deacon scrive di "parassita-ospite", spingendosi (secondo me) troppo oltre nell'opporsi a Chomsky e nel tentativo di sottrarre centralità alle funzioni del cervello, finisce per attribuire una autonomia (inesistente) alle lingue (a meno di non volersi spingersi ad affermare che i cervelli degli individui "parlanti" non siano altro che l'ambiente entro il quale si sviluppa e agisce la "forma vivente"- lingua). Ma è solo un difetto dell'esempio "parassita" utilizzato. Più coerente, invece, è il modello ospite-simbionte: con l'aumento di complessità del sistema "cervello" e di riflesso del sistema individuo-società, si sviluppa, anche per effetto di fenomeni di auto-organizzazione, una forma di comunicazione fonetico-simbolica, che a sua volta influenza e orienta lo sviluppo delle reti neurali che "controllano" l'espressione e la comprensione di una lingua. La lingua emerge da un sistema neurale complesso e ne utilizza le risorse, ma al tempo stesso il sistema neurale "utilizza" la lingua per modificarsi e adattarsi ai feedback sociali che riceve.
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Offline Raven81

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Re:Grammatica generativa-trasformazionale di N. Chomsky
« Reply #44 on: November 13, 2014, 19:39:45 pm »
+2
Intendevo dire che è a partire dalla posizione del "modello ospite-simbionte" che si possono originare le critiche cosiddette "biologiche" di Deacon a Chomsky; o meglio: è approcciandosi al linguaggio con un approccio biologico che si rendono possibili le singole obiezioni di Deacon a Chomsky (che io ho chiamato forse impropriamente "critiche biologiche".

Ma decidere di incominciare a studiare un oggetto secondo l'approccio di una o di un'altra disciplina è in parte conseguenza dell'aver deciso che le lingue appartengono al regno naturale tanto quanto i canti degli uccelli.

Quindi "localmente" è l'approccio biologico ad aver generato certe obiezioni; ma "globalmente" la scelta di un approccio biologico è la conseguenza di un modo di vedere le lingue, una sorte di atteggiamento scientifico pre-teoretico (non intendo con ciò dire che questo costituisca un errore, un limite o un difetto della riflessione che ne scaturisce).
« Last Edit: November 13, 2014, 19:42:28 pm by Raven81 »