L’arte di amare l’arte.

Interstile

Ossia "essere amatori".

Lo spunto della riflessione arriva da un po' di domande che mi son state fatte in questi giorni.
Il discorso si svolge su due direzioni: Professionisti da un lato e Tradizionalisti che si prendono troppo sul serio dall'altro.


Un amatore e' qualcuno che ama una qualche disciplina.
Spesso viene usato in opposizione a "professionista", a volte in maniera estesa come sinonimo di "dilettante".

Ma "dilettante" ed "amatore" hanno significati ben diversi.
Amatore non qualifica il grado di abilita',si puo' essere amatori dilettanti o amatori esperti, quanto piuttosto l'attegiamento con cui ci si pone verso una cosa.

Un Professionista fa di una certa attivita' il suo lavoro.
-piccolo excursus: c'e' una bella differenza tra un elettricista che fa pugilato ed un pugile che fa l'elettricista. Uno persegue un hobby,l'altro ha un secondo lavoro perche' la sola professione di pugile non gli basta per vivere-

Un Amatore lo fa perche' gli piace, e' un hobby,un passatempo,una passione.

Ecco, io sono un amatore.
Io amo fare a botte, mi piace un sacco.
Non fare risse in discoteche, non mi piace "odiare" il "nemico", mi diverto un sacco a fare a botte con "avversari" verso i quali provo "amicizia".

Non voglio farne una professione,ci sono cose che sono parte di tale carriera che trovo estremamente pallose o non interessanti, e non facendo cio' per mangiare….me ne sbatto  🙂

Il problema sorge quando poi qualcuno si scandalizza perche' mi ritrovo in palestrine,parchetti o scantinati per fare a pugni.
-non e' sicuro.
-l'ambiente non e' adatto.
-l'attrezzatura non e' adatta.
-la mia preparazione non e' adatta, e' zuffa e non sport.

….e' versissimo!  🙂

Il fatto e' che io non ho mai visto un calciatore professionista andare in un campetto sterrato a dire ai ragazzini che non dovrebbero giocare a calcio in quel modo, che non e' cosi' che si gioca.

E' lapalissiano che i professionisti stanno su un altro pianeta, e quello e' il modo migliore di fare le cose…ma non e' l'unico.
Non e' un esclusiva di chi fa del combattimento la sua vita.

C'e' chi la domenica si trova con gli amici al campetto da calcio,chi su un tatami  🙂
Ci si gode il proprio hobby.

Altrettanto problematico e' chi considera le discipline marziali qualcosa di troppo serio per essere usato in modo faceto, "si combatte solo per necessità".

No.

Si pratica per divertirsi e perche' fa piacere, chi pratica per necessita' e' imprigionato nella sua stessa pratica.

Prendersi troppo sul serio fa male e non permette di godesi a pieno quella che e' la propria passione, il proprio amore.

Fare a pugni e' bello,e' divertente e puo' essere fatto con leggerezza e amicizia.


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